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 Accademia di Belle Arti Venezia


Mostra: one touch of nature makes the whole world kin

23 aprile - 23 maggio 2026
Presso Scuola Secondaria I grado, P. F. Calvi,
Istituto Comprensivo Dante Alighieri,
Castello 1808, Venezia

A cura di School of Curatorial Studies Venice
opening: 23 aprile dalle 16 alle 19
Orari di apertura: 14:30 - 19


 

Opere degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia:

Elena Baggio, Aurora Basso, Paola Bianco, Eva Carlan, Sara Cecconi, Cheng Fanshu, Claudia Frau, Sergio Gagliardo, Lucia Giromella, Lishan Huang, Filippo Locatelli, Flora Maffezzoli, Sara Manfio, Alice Moschetta, Ofelia Piazza, Lucia Rakovská, Tommaso Ravasi, William Rizzardi, Giacomo Rongaudio, Carlo Alberto Sghinolfi, Nicole Sinigaglia, Jianing Tong, Vinicio Tronca e Chloe Motolesi, Gabriel Valenzuela, Laura Zanoni, Elena Zattin, Rebecca Zen, Rachele Zerbetto.


Programma di workshop, talk e eventi:

Cesare Pietroiusti, Taring Padi, Cheryl Pope, Bionic and The Wires.
Performance: We Travel To Know Our Own Geography, a cura di KUBORAUM Editions: Asian Dope Boys, Siko Setyanto, Görkem Şen, Pierre Bayet, Kiani Del Valle, Ziúr, Sara Persico, Martina Bertoni, Emiliano Maggi, Romain Azzaro, Joshua Serafin, Vinicius Jayme Vallorani, Frankie & Kelman e Cosimo Damiano.

In concomitanza con la 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, dal 23 aprile al 23 maggio apre al pubblico l’evento one touch of nature makes the whole world kin. Il progetto nasce da un’inedita collaborazione tra tre realtà educative attive nella comunità veneziana: l’Accademia di Belle Arti di Venezia, la Scuola Secondaria I grado, P. F. Calvi, Istituto Comprensivo Dante Alighieri e la School for Curatorial Studies Venice.
In occasione della settimana inaugurale della Biennale di Venezia, la mostra è accompagnata da una serie di performance curate da KUBORAUM Editions.
Parallelamente, un public program si estende per l’intero mese di apertura.

Cosa succede quando il sapere non viene trasmesso per linee rette, ma avanza per intrecci, ramificazioni e infiltrazioni laterali? Partendo da questo interrogativo, l’approccio curatoriale si ispira agli apparati radicali delle rizomorfe che, adattandosi al sottosuolo e alle risorse disponibili, connettono punti distanti. Una rete vitale, resistente e diffusa in una realtà contemporanea segnata da fratture ed eccessi.

Prendendo in prestito il verso di Shakespeare “One touch of nature makes the whole world kin”, il titolo vuole essere un rimando alla complessità della natura umana, segnata dall’attrito tra individualismo e ricerca dell’altro. Nel ricono- scere questa tensione, la mostra propone di ripensare i rapporti personali come trame interconnesse, capaci di generare scambio e diffusione della conoscenza, in quanto opportunità di un arricchimento condiviso e universale.

La sede della mostra è la Scuola Secondaria I grado P. F. Calvi, un ex convento, che, tramite un percorso espositivo curato specificamente per l’occasione, vedrà le classi e gli spazi dell’istituto reimmaginati dalle opere degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, selezionate tramite open call: dipinti, sculture e dispositivi partecipativi interrogano i meccanismi di trasmissione del sapere, configurandosi come elementi interconnessi di un unico ecosistema. Il percorso espositivo si sviluppa attraverso una rete di nodi tematici dedicati a forme trasversali di apprendimento: segni, simboli, suggestioni sensoriali, metamorfosi e corrispondenze invitano il visitatore a confrontarsi con la natura multiforme della conoscenza.

Al fine di valorizzare gli aspetti relazionali e laboratoriali, prenderanno parte al progetto tramite workshop, talk e installazioni anche artisti e collettivi di rilevanza internazionale. Cesare Pietroiusti, la cui pratica artistica è fondata sulla relazionalità e la partecipatività, terrà un talk su forme e pratiche paradossali di scambio, per stimolare una visione della realtà alternativa, secondo angolazioni impreviste. Il collettivo artistico indonesiano Taring Padi presenterà il workshop Wayang Kardus, un’attività di costruzione di marionette utilizzate durante manifestazioni e proteste, come mezzo di espressione artistica, ma anche come forma di riflessione politica, sociale e pedagogica. L’artista visiva interdisciplinare statunitense Cheryl Pope proporrà, per la prima volta in Italia, l’opera partecipativa Walk with Me: un progetto articolato in workshop e performances che coinvolgerà un pubblico di giovani adulti in un processo collettivo di creazione e incisione poetica. Bionic and The Wires, artisti audiovisivi inglesi che impiegano bracci bionici per consentire a funghi e piante di creare musica e arte, esporranno per la prima volta in una mostra un loro video.

Durante la settimana inaugurale della 61. Biennale di Venezia, l’offerta culturale sarà arricchita dalla serie di performance We Travel To Know Our Own Geography, a cura di KUBORAUM Editions, con la partecipazione di Asian Dope Boys, Siko Setyanto, Görkem Şen, Pierre Bayet, Kiani Del Valle, Ziúr, Sara Persico, Martina Bertoni, Emiliano Maggi, Romain Azzaro, Joshua Serafin, Vinicius Jayme Vallorani, Frankie & Kelman e Cosimo Damiano.

Gli studenti della Scuola Secondaria I grado P. F. Calvi saranno coinvolti nel programma educativo Ecosistemi, appositamente costituito per l’occasione dalla School for Curatorial Studies Venice. L’intento è di avanzare una proposta di conoscenza intesa come processo vivo e collettivo, che emerge dall’interazione di energie ed esperienze.