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 Accademia di Belle Arti Venezia

Corso di

Disegno per la Pittura

Primo semestre | Biennio


Docente Annalisa Tornabene

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Presentazione

A.A. 2025-2026

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Programma

«La prima pittura fu sol di una linea, la quale circondava l’ombra dell’uomo fatta dal sole ne’ muri.» — Leonardo da Vinci

Il disegno non appartiene semplicemente all’ordine della preparazione. Non è ciò che precede l’immagine come il progetto precede l’oggetto, ma il luogo originario in cui il visibile prende forma. Disegnare significa costruire una relazione sensibile tra il corpo e il mondo, dove la percezione si fa gesto e il gesto diviene traccia.

Ogni linea nasce da un contatto. Il segno non traduce un pensiero già compiuto: esso è il movimento stesso attraverso cui il pensiero si orienta nello spazio del visibile. La mano che disegna non esegue semplicemente un’intenzione; cerca, esitante e sensibile, una consonanza con ciò che appare. In questo senso il disegno non rappresenta il mondo, ma partecipa al suo manifestarsi.

La tradizione lo ha spesso relegato alla funzione di supporto della pittura, come se la sua verità consistesse nell’essere incompiuto. Eppure il disegno custodisce una propria autonomia espressiva: esso rivela la nascita della forma nel momento stesso in cui emerge dalla materia indistinta della percezione. Nel segno grafico permane qualcosa di originario, una prossimità al gesto e al tempo del vedere che la compiutezza pittorica talvolta attenua.

Il tratto, con la sua essenzialità, non delimita soltanto contorni, ma istituisce relazioni, tensioni, intervalli. Ogni superficie disegnata è il campo di una reciprocità tra presenza e assenza, tra ciò che si mostra e ciò che resta implicito. Il bianco del foglio non è vuoto: è spazio latente, riserva di possibilità percettive entro cui il segno acquista risonanza.

Il disegno si rivela così come esperienza incarnata. Attraverso di esso il corpo misura il mondo e, simultaneamente, si lascia misurare da esso. L’occhio non domina l’oggetto dall’esterno, ma vi si intreccia; la mano non impone una forma, ma accoglie una necessità interna del visibile. Disegnare significa allora entrare in una relazione di ascolto con le cose, lasciando che esse emergano secondo il loro ritmo proprio.

Obiettivi

Il corso intende accompagnare gli studenti verso una comprensione del disegno non soltanto come tecnica, ma come modalità percettiva ed espressiva attraverso cui costruire una relazione consapevole con il visibile.

La pratica grafica sarà sviluppata come esercizio di attenzione. Osservare non significherà registrare passivamente le forme, ma sostare presso di esse, coglierne le tensioni interne, il peso, il ritmo, la qualità spaziale. Da una fase iniziale di analisi, orientata alla comprensione delle strutture percettive e compositive, si procederà verso una progressiva sintesi espressiva, nella quale il segno diverrà manifestazione di uno sguardo personale.

Nel termine stesso del «disegnare» — de-signare — è contenuta l’idea di una scelta che emerge dal continuo rapporto tra segno e superficie. Il segno non è mai neutro: esso indica, seleziona, intensifica. Ogni traccia reca con sé una presa di posizione percettiva, un modo di abitare lo spazio dell’immagine.

Particolare attenzione sarà dedicata alla pratica quotidiana del disegno, intesa non come esercizio meccanico, ma come disciplina della sensibilità. Attraverso la ripetizione del gesto, il corpo acquisisce una memoria operativa che rende il segno sempre più immediato, riducendo la distanza tra intuizione e apparizione formale.

Disegnare ogni giorno significa affinare una disponibilità al mondo visibile. Come raccomanda Cennino Cennini all’artista «ogni dì non manchi di disegnar qualche cosa», poiché il disegno è «el fondamento dell’arte», ma anche una delle forme più essenziali dell’esperienza percettiva.